In ricordo di Federico Chiereghin
03 febbraio 2025
METTIAMOCI NELLE MANI DI DIO
Gli équipiers della Siena 24 ricordano Federico Chiereghin nato in cielo lo scorso 26 agosto
Provando a descrivere la nostra amicizia con Federico, ci rendiamo conto che non è facile tradurre in parole il legame che si è creato in ventitré anni di relazione profonda.
Federico per noi è un amico fraterno, un punto di riferimento, un compagno di viaggio e un grande esempio di fede.
Lo abbiamo conosciuto, insieme con sua moglie Annalisa, all’inizio del nostro cammino nell’Équipe Notre Dame. Come accade di solito nel movimento, la nostra équipe, la Siena 24, ha raccolto le coppie che in quel momento avevano espresso il desiderio di approfondire la spiritualità coniugale nella concretezza della vita: non abbiamo scelto noi Federico e Annalisa, come loro non ci hanno scelto. È stata la provvidenza a farci compagni di viaggio e per questo non possiamo fare altro che ringraziare Dio.
La bellezza dello stare insieme in équipe è l’accoglienza del nostro essere profondo: in équipe siamo liberi di esprimere le nostre ricchezze e fragilità nell’autenticità di ciò che siamo. Siamo dei privilegiati perché di Federico abbiamo colto l’essenza che è profondità e pienezza: aveva delle attenzioni che colmavano le mancanze di tutti noi.
Ci piace parlare di cosa siamo grazie a lui, più delle cose che ha fatto. Dalla sua vita abbiamo imparato che mettersi nelle mani di Dio non è una passiva rassegnazione agli eventi della vita ma è fiducia che ciò che accade, bello o brutto, trova compimento nel Suo disegno, che è infinitamente più grande del nostro. La sua preghiera giornaliera per ciascuno di noi, silenziosa e costante, ci ha fatto sentire amati e accompagnati; i suoi caldi abbracci ci hanno nutrito e consolato.
Ha abbracciato non solo le persone ma anche le situazioni, compresa la sua malattia, accogliendo e non accettando, anche se, come diceva lui, gli “giravano parecchio le scatole”.
Ci ha dato l’esempio di una fede profonda e di un grande amore per la Chiesa, partendo dalle cose concrete, dalla vita di tutti i giorni, spendendosi sempre in prima persona per dare il suo contributo, in tutti gli ambiti in cui il Signore lo ha chiamato ad operare.
Ora che non è più fisicamente con noi, ci piace immaginarlo tra le braccia amorevoli di Dio, vestito in maniera “stilosa” come suo solito, che veglia da lassù sulla sua famiglia, sui suoi cari e sui suoi amici. Ci mancherà la sua capacità di farci sorridere anche nelle situazioni di difficoltà.
“Ciao Fede, ti salutiamo con una preghiera che secondo noi ti rappresenta in pieno…“
“Signore concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso e la saggezza per conoscere la differenza.”