LETTERA 237 - MARZO 2026 APRILE 2026
Editoriale:
Con i Tuoi occhi
Autore:
di Daniela e Marco D’Aquino Responsabili Segreteria Nazionale
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Il sicomoro (ficus sycomorus) è un albero appartenente alla famiglia delle moracee, le cui infiorescenze sono delle piccole bacche rosse, comunemente scambiate per frutti. Anche il fico appartiene alla stessa famiglia e i frutti che mangiamo sono in realtà delle infiorescenze. Non sapevamo queste cose quando da bambini ci arrampicavamo per raccogliere i fichi. I nostri rispettivi nonni ci spingevano prudentemente più in alto perché è sulle cime che ci sono i frutti maturi, quelli che prendono il sole, quelli che quando li stacchi dal ramo fanno una goccia di “latte”; i migliori li riconosci perché hanno sotto una goccia di “miele”.
Per questo non ci ha mai stupito il racconto di Zaccheo (Lc 19-1-10) che “corse avanti” e che “per poterlo vedere, salì su un sicomoro”. Non era poi così difficile salire su un albero e nascondersi tra le foglie del fico. Vedere e non essere visti. Guardare con curiosità, senza farsi vedere.
Quante volte nella nostra vita siamo corsi in avanti per vedere Gesù. Quante volte volevamo vederlo e conoscerlo, ma senza incontrarlo per davvero. Con il timore di non sentirsi all’altezza, con la paura che potesse chiederci qualcosa di troppo impegnativo. Meglio stare nascosti tra le foglie. Meglio stare di lato, che mettersi in mezzo alla folla. Si sta bene sul fico, seduti su un ramo, un piede che si appoggia, una mano che stringe per non perdere l’equilibrio. Ci basta di vedere Gesù, abbiamo un desiderio ardente, ma abbiamo paura... E risuona quella domanda nel giardino di Eden: “Perché vi siete nascosti”. Già, perché quando le nonne ci chiamavano per il pranzo dalla porta di casa, salivamo a nasconderci sul fico? Eppure eravamo consapevoli che loro ci guardavano: -Scendi, è pronto. -
E poi infatti, mentre siamo nascosti lassù, arriva Gesù che non cerca di vederci, ma ci guarda. Con il suo sguardo potente, che accoglie e non giudica. Uno sguardo che non dice: -Ma non ti vergogni, grande come sei? Scendi dall’albero!-, ma uno sguardo che attrae, che prende l’iniziativa e fa uscire il nostro desiderio nascosto e lo fa diventare incontro. Noi che volevamo vedere Gesù scopriamo che lui ci guarda e non ci dice quello che siamo, pubblicani e ladri, conosciamo già i nostri difetti, ma ci chiede di muoverci, di aprire le nostre case e i nostri cuori, di cambiare almeno un po’ il nostro stile di vita: “Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.”
E allora scendiamo veloci dall’albero. Quante volte lo abbiamo fatto per fare “tana libera tutti” e cambiare in un attimo la sorte dei nostri amici catturati a nascondino! È bello rispondere alla chiamata di Gesù che ci libera dalle nostre ansie e ci rende felici: “In fretta scese e lo accolse pieno di gioia”.
Sì, Signore, vieni a casa nostra, abbiamo voglia di incontrarti. Il desiderio è dentro di noi, noi ti cerchiamo segretamente, ma sei tu che ci hai visti per primo e che ci offri la tua amicizia.
Donaci il tuo sguardo, uno sguardo che sa entrare dentro le nostre situazioni personali, le nostre fragilità, le nostre necessità; uno sguardo, il tuo, che non si limita a vedere l’esteriore, ma che ci sa guardare fino in fondo, senza giudicarci. Uno sguardo che ci libera dalle paure e ci dona la gioia della conversione.
E insegnaci a guardare gli altri con i tuoi occhi: vogliamo saper guardare il nostro coniuge nascosto sull’albero, desideroso di vederci, e liberarlo dai suoi timori, senza giudicarlo; vogliamo guardare i nostri figli, fiduciosi che anche loro possano un giorno desiderare di correre avanti per vederti; donaci la gioia di amare chi incontriamo nel nostro cammino, aiutaci ad alzare lo sguardo per scoprire chi si è nascosto oggi sul sicomoro.
Entrato in Gerico, attraversava la città. 2 Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3 cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. 4 Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. 5 Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». 6 In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. 7 Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!». 8 Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto». 9 Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; 10 il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».